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Natura

La Campania del nord è terra di grandi panorami: dal Miletto si possono scorgere le acque del Tirreno e dell’Adriatico, le vette d’Abruzzo e del Gargano. Dal Montemaggiore e dal Roccamonfina lo sguardo abbraccia l’intera Piana Campana percorrendo il territorio che va da Gaeta al Vesuvio e alle isole del golfo di Napoli. Sgorgano in queste terre famose acque minerali e vi scorre il maggior fiume campano, il Volturno, le cui acque corrono prima impetuose in ghiaiali ricchi di trote, per poi impigrire in meandri tortuosi incassati nei terreni alluvionali della piana. Offrono una straordinaria sequenza di mutevoli scorci, densi di vegetazione e di fauna. I brevi corsi del Sava e del Lete si distinguono per l’acqua cristallina e purissima, spesso animata dal guizzo delle trote. Il pescoso lago del Matese, quelli piccoli e vulcanici delle Corree e di Vairano, quelli artificiali di Gallo, Letino, Capriati, Presenzano e Piana di Cesima, i bacini formati dalle dighe di Capriati ed Ailano, rispecchiano panorami incontaminati e silenziosi, animati spesso dall’ala degli uccelli migratori. Qui gli escursionisti ed appassionati della natura incontaminata hanno solo l’imbarazzo della scelta. Esaminando le cartografie rammentino che nelle zone più accessibili sentieri e mulattiere sono spesso state sostituite da carrarecce, altrove invece sono quasi scomparsi. Le cime spesso hanno almeno un versante comodamente accessibile. Su altri possono esserci invalicabili burroni.

Tre monti si levano poderosi a dominare l’Alta Terra di Lavoro ed a segnare il confine geografico e politico del nord della Campania: le catene del Matese e del Montemaggiore ed il potente edificio vulcanico del Roccamonfina. Il Volturno scorre tra questi rilievi montuosi irrigando la Piana Alifana, cui convoglia le acque della Valle del Sava e quella della Piana di Pietramelara. Il paesaggio muta rapidamente e dalle ampie pianure si può agevolmente risalire agli altopiani carsici del Matese. Sono qui silenziose fondovalli verdi di pascoli e pareti rivestite di faggi che coprono il bianco dei calcari fossiliferi. Nuda ed aspra la vetta innevata del Miletto si specchia nei laghi Matese e di Letino. Ancor più agevolmente sono raggiungibili le nere rocce vulcaniche del Roccamonfina, ammantate di castagneti, o il Montemaggiore, con l’immensa selva che riveste una pendice verticale scandita da dirupi e picchi panoramici, ove sono annidati eremi millenari.

Grotte e carsismo

Splendidi ma riservati agli speleologi sono l’abisso di Pozzo della Neve, profondo oltre 1.000 metri, il sesto in Italia, e le grotte di Letino e di Campo Braca sud del lago Matese. Accessibili a tutti le grotte di S. Michele, a S. Angelo d’Alife ed a Gioia. Fenomeni erosivi tra cui l’arco naturale di Campo dell’Arco e numerose doline sono osservabili sul Matese, insieme agli inghiottitoi ed alle risorgenze del Sava e del Lete. Sorgenti intermittenti dette Ianare sono in più luoghi. Una di questa nei pressi di Piscina Cul di Bove quando è in secca consente l’accesso ad una grotta. Presso Ailano si possono osservare sorgenti solforose ed un soffione tra Prata e Ciorlano.

Flora e fauna
Faggete secolari, castagneti immensi, cedui folti ed inestricabili ove si annida il cinghiale; cipressete naturali e splendide pinete artificiali, zone a macchia mediterranea e le ultime abetaie ospitano volpi, martore, tassi, talpe, tartarughe e scoiattoli. Il cervo od il capriolo ed il lupo talvolta svalicano dal Parco Nazionale d’Abruzzo verso il Matese ove l’istituzione del Parco Naturalistico fa sperare per la ricostituzione dell’antica fauna. Grandi rapaci diurni e notturni, dall’aquila che talora volteggia sulla Valle dell’Inferno, ai falchi ancora numerosi, alle cornacchie, taccole, gufi, civette e barbagianni, agli uccelli migratori e stanziali dall’umile pettirosso alle beccacce, tortore, upupe, picchi, pernici e coturnici, germani reali, marzaiole, pavoncelle, folaghe ed oche. I laghi del Matese, il corso dei fiumi, sono l’ideale per chi munito di binocolo voglia osservare gli uccelli o la timida lontra.

Rocce naturali e artificiali

Rocce Naturali ed Artificiali Nella Valle dell’Inferno presso Castello Matese, nella gola sopra la Madonna dei Cipressi a Fontegreca si levano verticali pareti di roccia ancora inviolate, o picchi e lame vertiginose riservate solo ad espertissimi scalatori. La gola della Rava Rossa sotto Vallelonga di Gallo e quelle del Titerno tra Cusano e Cerreto sono percorribili solo da esperti di torrentismo.